Un luogo della Via

sesshin Weimar Buchenwald, ex campo di concentramento di Weimar Buchenwald

Heinz-Jürgen Metzger

buchenwald

Nel sutra dell’Avatamsaka si narra della rete di Indra. Ad ogni nodo di questa rete si trova un diamante nel quale si riflettono tutti gli altri diamanti della rete. Se la si solleva per un solo angolo, questa azione si ripercuote non solo su tutta la rete, ma si riflette anche in tutti i diamanti della rete.

La rete di Indra è una metafora per illustrare ciò che Buddha chiama « la non-separazione », « l’interrelazione », « l’interdipendenza ». Noi crediamo di essere degli esseri isolati, separati, mentre in realtà siamo collegati a tutto ciò che è, e tutto ciò che è si riflette in noi.

Questa non separazione non riguarda solo il presente, ma anche il passato e il futuro. Alcuni tratti del nostro carattere si sono formati durante la nostra infanzia. Questa infanzia è stata influenzata da circostanze socio-storiche nelle quali i nostri genitori hanno vissuto e questi ultimi sono stati loro stessi influenzati, sia agendo, sia astenendosi dall’agire. Durante la nostra vita abbiamo preso decisioni che hanno avuto una ripercussione su di essa e che continuano del resto a segnarla. Ancora una volta, tutto questo ha luogo in un contesto socio-storico sul quale abbiamo potuto esercitare una certa influenza. Le decisioni che noi prendiamo oggi influenzano il modo nel quale vivremo nel futuro e influenzano anche la vita degli altri, nel presente e nel futuro. Per citare solo due esempi: noi oggi consumiamo enormi quantità di petrolio e di carbone che ci hanno messo milioni di anni per costituirsi. Tra qualche decennio, avremo consumato le ultime riserve e non ne resterà più per le generazioni future. Dall’altra parte, lasciamo loro in eredità scorie radioattive che, tra migliaia di anni, minacceranno la salute di tutti gli esseri viventi della terra.

C’è un essere umano che ha fortemente influenzato la vita di molti altri, durante la sua vita e anche dopo : Taisen Deshimaru. E’ nato nel 1914 ed è stato ordinato monaco nel 1965 da Kodo Sawaki. Nel 1967, quarant’anni fa, venne a Parigi e cominciò a insegnare zazen. E’ morto 25 anni fa, nel 1982, durante un soggiorno in Giappone.

Quando facciamo una sesshin a Weimar Buchenwald, ciò è in parte collegato all’incessante impegno del maestro Deshimaru che ha diffuso la pratica dello zazen in Europa. Il maestro Deshimaru è egli stesso collegato a Kodo Sawaki, Dogen Zenji e a tutti i maestri della trasmissione a partire da Sakyamuni Buddha. Il maestro Roland Yuno Rech, discendente spirituale del maestro Deshimaru, trasmette da parte sua l’insegnamento del suo maestro. Io non sarei in grado di dirigere oggi questa sesshin senza il suo insegnamento e il suo sostegno costanti. Noi siamo anche collegati a Roshi Bernie Glassman – e a tutto il suo lignaggio del Dharma – che nel 1996 cominciò a dirigere ritiri in vecchi campi di concentramento.

E anche se abbiamo l’impressione che sono poche le 16 persone praticano durante questa sesshin a Weimar Buchenwald, in realtà, guardando più da vicino, alla luce dell’interdipendenza, e considerando anche la rete di Indra, possiamo comprendere che in effetti tutto l’universo pratica con noi.

Tutti quelli che erano qui prima di noi, in questo luogo, praticano anch’essi con noi, fossero essi stati prigionieri o guardie. Anche tutti coloro che qui divennero degli assassini o che furono assassinati, sono collegati a noi, non separati da noi. Tutti coloro che furono assassinati in altri campi di concentramento, tutti coloro che divennero assassini in altri campi di concentramento, sono collegati a noi. Tutti coloro che sono sopravvissuti al campo di Buchenwald così come i discendenti delle vittime e i discendenti dei carnefici, non sono separati da noi. Anche Goethe ha camminato sul monte Ettersberg con il suo segretario Eckermann. Pure loro fanno parte della rete di Indra.

La traduzione del termine « sesshin » significa « toccare lo spirito ». Dato che pratichiamo una sesshin a Weimar Buchenwald, lasciamoci toccare dallo spirito che vede le differenze :

- vede che esistono i carnefici e le vittime,

- vede che esistono dei carnefici che sono essi stessi delle vittime,

- vede che esistono delle vittime che sono divenute dei carnefici, pertanto esso vede anche che, nonostante le differenze, noi non siamo separati.

Noi abbiamo la tendenza a voltare lo sguardo quando abbiamo paura e quando dobbiamo guardare qualcosa che non ci piace. Abbiamo la tendenza a fare i sordi quando abbiamo paura e dobbiamo ascoltare qualcosa che non ci piace. Abbiamo la tendenza a rinchiuderci davanti alla sofferenza urlante del mondo. Alcuni di noi hanno fatto il voto del Bodhisattva, quello di aiutare tutti gli esseri sensibili a liberarsi. Se evitiamo i luoghi che esprimono la sofferenza, se voltiamo lo sguardo o facciamo i sordi davanti alla sofferenza apparente, non possiamo realizzare il nostro voto in tutta la sua dimensione.

Lasciamoci toccare dallo spirito della compassione e dell’empatia, dallo spirito del Kanjizai Bosatsu, lo spirito del Bodhisattva Kannon, che sente tutte le urla del mondo.

Proprio qui a Buchenwald possiamo sentire tutte le urla di coloro che hanno sofferto. Possiamo anche sentire le urla di tutti coloro che soffrono oggi nel mondo. E possiamo anche sentire le nostre urla. Questo ascolto è importante. Troppo spesso agiamo senza aver preso prima di tutto il tempo di ascoltare a sufficienza. Certo, un attivismo precipitato può dare l’apparenza di azione, ma molto spesso quest’azione non apporta molto aiuto.

Lasciate quindi che questa sesshin diventi un’autentica sesshin, nella quale il vostro monologo interiore si calma. Toccate il vostro spirito di non-separazione, praticate insieme a tutti gli esseri e lasciatevi toccare dallo spirito della compassione. Fate di questo vecchio campo di concentramento di Buchenwald, questo luogo dell’orrore, un autentico dojo, un luogo della Via.

traduzione di Chiara Pandolfi

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