Dall'esperienza della non-dualità alla rifondazione dell'etica

Conferenza di Roland Yuno Rech in occasione del simposio "Universalità del buddhismo" al monastero La Gendronnière

Il mondo è in crisi. Gli esseri umani hanno perduto il senso della realtà della loro esistenza.

Le scienze umane come le scienze della natura mostrano come tutti gli esseri non esistano che attraverso sottili relazioni di interdipendenza. Ma invece di trarne tutte le conseguenze per la loro vita concreta, prolungando l'interdipendenza in solidarietà attiva, gli uomini si affrontano in lotte fratricide per difendere i loro interessi egoistici. Già venticinque secoli fa, il Buddha se ne doleva. Ha mostrato agli uomini la Via del risveglio. Questa si è trasmessa di generazione in generazione in India, in Cina e poi in Giappone. Ora noi commemoriamo il quarantesimo anniversario della trasmissione del Dharma in Europa da parte del Maestro Deshimaru. La sua missione si è rapidamente sviluppata e se i semi che ha piantato continueranno a fiorire, è indubbiamente perché si è concentrato a trasmettere ciò che vi è di più universale nel buddhismo: la pratica di shikantaza, la meditazione seduta senza oggetto e dunque al di là dei pensieri condizionati dalle differenze culturali.

Zazen attualizza la natura di Buddha comune a tutti gli esseri. Anche se siamo tutti differenti a causa del nostro karma, nella Via non vi è né Oriente né Occidente: solamente la natura reale dell'esperienza condivisa da tutti gli esseri. Quando la si realizza, essa diventa fonte di saggezza e di compassione. La nostra energia ne è stimolata. Tutte le nostre azioni diventano l'attualizzazione del risveglio (dotoku) e questa vita ritrova il suo senso profondo.

1/ Esperienza della non-dualità.

La pratica del Dharma sormonta le dualità in cui ci rinchiude il pensiero dualista del mentale ordinario attaccato al me e al mio.

- Unità del corpo e della mente:

In zazen, concentrandosi sulla postura del corpo, la mente diventa questo corpo totalmente seduto e questo corpo diventa il vero corpo: shin jitsu nintai.

Nella vita quotidiana, ogni azione, fatta con una totale attenzione, è l'occasione per dimenticare se stessi (shinjin datsu raku) e di agire naturalmente al servizio degli altri, di manifestare la propria solidarietà e di essere così in armonia con ciò che noi siamo in realtà.

- Unità soggetto-oggetto:

Se stessi e tutti gli altri non sono separati. Viversi esclusivamente come individui separati crea una carenza, una frustrazione che stimolano l'avidità. Ma nulla può sostituire il risveglio spirituale, la realizzazione della vera natura della nostra esistenza.

- Unità dell'uomo e della natura:
 L'uomo ha creduto che la sua vocazione fosse quella di diventare maestro e possessore della natura, dimenticando che ne faceva parte. I problemi ambientali non potranno essere risolti che realizzando la totalità senza separazione tra sé e tutti gli esseri: questo fu il risveglio di Shakyamuni. Essere ecologista è amare la natura come se stessi, e ritrovare uno sguardo poetico sull'esistenza. Rispettare la natura in sé e attorno a sé, smetterla con gli sprechi e le degradazioni, ne risulta naturalmente. Questa rivoluzione interiore è più efficace di tutti i decreti.

2/ La pratica del Dharma permette di ritrovare la fonte dei precetti e delle altre paramita come espressione della natura di Buddha.

- la realtà "così com'è": dolorosa, impermanente, senza sostanza, disturba il bisogno dell'ego umano di giustificare la sua esistenza, come se vivere non fosse sufficiente: dobbiamo riscattare l'"errore" di essere nati.

- se Dio non esiste, la vita non ha senso: questa presa di coscienza produce la crisi di nichilismo del ventesimo secolo. Il Buddhismo vi risponde con una teologia di salvezza attraverso il risveglio. Questo risveglio, che costituisce l'essenza del buddhismo, ha vari aspetti: il risveglio degli arhat che raggiungono la liberazione dal ciclo del samsara con la pratica delle Quattro Nobili Verità, il risveglio dei pratyekabuddha con la comprensione delle Dodici cause interdipendenti e il risveglio dei bodhisattva con la pratica delle sei Paramita. Ma questi tre approcci non sono che mezzi abili per realizzare il risveglio supremo di Buddha, che è al di là di ogni dualità come sé e altri, presente e avvenire, senso e non senso. La si può intravedere nella pratica pura di shikantaza (O zanmai).

- zazen è l'atto assoluto (ippo gujin) che abolisce la questione del senso della nostra esistenza: hishiryo è al di là è al di là di tutti i perché (e per chi?). Il non senso della pratica risponde al non senso dell'esistenza. Shakyamuni che fa ruotare il fiore è al di là di ogni significato. Il sorriso di Mahakasyapa esprime questa liberazione e le risposte di Bodhidharma alle domande dell'imperatore la trasmettono all'est.

Il cuore dell'insegnamento del Maestro Deshimaru era mushotoku, ed egli merita bene il nome di Bodhidharma dei tempi moderni. Praticare senza attendere alcun merito è il grande merito della pratica. Non conoscersi come se stessi è grande conoscenza: nascita al vero Sé che include sé e gli altri.

Rendere ogni giorno omaggio ai Tre Tesori senza esseci attaccati, senza neanche praticare le Quattro Sante Verità: vivere il vuoto infinito senza nulla di sacro, gioiosamente.

L'uomo dello zen è l'uomo di immo: non ha niente da aggiungere alla realtà così com'è: la sua pratica è quella dell'accettazione, la sua vita è un sì che include i no: l'accettazione di non poter in certi momenti accettare di non rivedere più la luna d'autunno!

- la sua pratica rende inutili i precetti perché nessun male può essere commesso quando la coscienza diviene empatica. (shoaku makusa).

Allora non è più possibile uccidere, rubare, mentire, intossicarsi, essere avidi, credersi superiori e disprezzare gli altri. I Tre Tesori sono naturalmente rispettati e protetti.

Tags: Roland Yuno Rech

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